Un occhio al cielo

Oltre un decennio fa, l’accesso a Internet si è affermato come un diritto umano fondamentale. Tuttavia, oggi, 3,2 miliardi di persone rimangono ancora offline. Le zone morte per i telefoni cellulari, dove le tradizionali torri non vengono posizionate, affliggono ancora una vasta parte del mondo. Immaginate come sarebbe diversa la vita senza internet: niente e-mail, niente Google, niente YouTube, niente social. Ebbene, questa è la realtà per quei 3 miliardi di persone.

E c’è un 6% della popolazione mondiale che sta ancora peggio – non solo non ha alcun accesso a Internet, ma non ha neppure copertura dei servizi voce. In pratica, neppure le chiamate alla famiglia o ai servizi di emergenza possono essere date per scontate da tutti e ovunque.

La copertura cellulare e l’accesso a Internet vanno di pari passo, è un dato di fatto. Il 92,8% degli utenti di Internet utilizza dispositivi mobili per andare online. Ci sono 5,27 miliardi di utenti mobili unici, che aumentano ogni anno, e che hanno comunque problemi di copertura saltuari con il proprio operatore. Anche in aree ampiamente coperte, si possono presentare problemi di connettività imprevisti ma gravissimi, come ad esempio in Florida durante il passaggio dell’uragano Ian, che ha distrutto l’infrastruttura delle torri.

Oggi, peraltro, solo circa il 25% della superficie terrestre è servita da torri cellulari. Le tradizionali reti di torri terrestri non raggiungeranno mai la piena copertura globale in quanto richiedono investimenti molto costosi e non ci sono incentivi economici per espandersi in aree a bassa densità di popolazione e a basso reddito.

Senza un’innovazione aggressiva, per cambiare questa situazione ci vorrà troppo tempo, anche qualora vi sia una precisa volontà in tal senso, cosa che non è per nulla scontata.

Ma le cose stanno per cambiare. Per una soluzione, dobbiamo guardare al cielo e non in senso metaforico.

Le costellazioni satellitari sono la magia resa realtà. Forniscono solide reti wireless con copertura globale a una frazione del costo delle torri terrestri tradizionali. I satelliti possono facilmente coprire l’intero pianeta, comprese le regioni più povere.

I recenti progressi tecnologici e la rapida diminuzione dei costi del carico utile in orbita hanno dato il via a una corsa allo spazio commerciale. Starlink di SpaceX di Elon Musk e Project Kupier di Amazon sono alcuni dei player più importanti. Tuttavia, anche le costellazioni satellitari più avanzate non sono di alcun beneficio per coloro che non possono permettersi i relativi servizi. Quasi tutti i servizi esistenti, infatti, richiedono ai clienti di acquistare hardware costosi come i telefoni satellitari (oltre $ 1.000 per il telefono satellitare Iridium) o terminali montati con antenne alimentate a terra (ad esempio $ 600 per un terminale Starlink) oltre che abbonamenti mensili importanti.

Per questo motivo, una rete cellulare a banda larga basata sullo spazio che funziona con telefoni normali, che le persone già possiedono, e a un costo aggiuntivo del servizio contenuto, sarebbe il Sacro Graal.

Ma non stiamo parlando di mitologia, quanto di un prossimo e concreto futuro.

Ad esempio, la società ASTS prevede di lanciare entro il 2023 una costellazione di satelliti nello spazio per fornire una copertura globale del segnale di telefonia mobile (LTE / 4G e 5G) su tutto il pianeta. I satelliti funzioneranno con i telefoni ordinari che tutti già possiedono, senza alcuna modifica necessaria. I satelliti messi in orbita da questa società (si sta aspettando in questi mesi il test del veicolo di prova già in orbita) opereranno sullo spettro LTE autorizzato ai diversi operatori telefonici tramite un contratto di licenza. Semplice e poco costoso. Quindi, per farla breve, anche un telefono ricondizionato da 5$, utilizzato nell’Africa rurale, sarà in grado di connettersi a Youtube, per esempio, senza alcuna modifica.

Tecnicamente, grazie a tutta una serie di brevetti hardware e software, i satelliti in questione fungeranno da ripetitore tra i telefoni e le antenne esistenti a terra dei normali operatori telefonici. In altre parole, il telefono si connetterà al satellite e il satellite si aggancerà alle reti esistenti, come avviene con una normale rete cittadina.

Ciascun satellite degli oltre 200 previsti per la costellazione – dal peso di 1,5 tonnellate – sarà largo circa 900 m2 per garantire sufficiente potenza alle antenne montate e dirette verso terra. Queste saranno dotate di elevatissima precisione e saranno alimentate dall’energia solare. Stiamo parlando, in sostanza, di una torre satellitare montata e operativa nello spazio. Una vera e propria sfida tecnologica ma che, se sarà vinta, porterà benefici davvero quasi incalcolabili.

Peraltro, la concorrenza non sta a guardare. A settembre Apple ha annunciato di aver dotato i suoi Iphone14 della tecnologia necessaria per connettersi ad un altro operatore satellitare, Globalstar, per servizi di testo ed emergenza, per ora solo sul territorio americano e canadese.

Un altro operatore – Lynk – lancerà una costellazione di minisatelliti per assicurare servizi di emergenza e testo ai telefoni Android.

E ovviamente anche Elon Musk intende partecipare a questo business. Intanto ricordiamo che proprio grazie ai suoi razzi vettori Falcon 9 della società SpaceX è possibile mandare in orbita bassa (LEO) intere costellazioni di satelliti per i più svariati usi ad una frazione dei costi possibili solo alcuni anni fa (costi ridotti del 90%, per intenderci).

Ma Musk vuole giocare la sua partita anche nel settore comunicazioni, dove già sta lavorando tramite Starlink, l’operatore internet via satellite. Proprio il sistema di connessione satellitare a internet di Musk si è rivelato fondamentale per i civili e i militari in Ucraina, sostituendo in breve tempo buona parte delle tradizionali stazioni radio distrutte, come ad Irpin.

Ebbene, sempre questa estate, Starlink e T-Mobile hanno annunciato che prevedono di offrire servizi satellitari cellulari, come messaggistica di emergenza, sms, voce, entro la fine del 2023.

Quale sarà la tecnologia vincente è troppo presto per dirlo. Il settore satellitare è letteralmente ‘costellato’ di società piene di promesse che per ragioni tecnologiche o finanziarie non hanno portato i risultati sperati. Si sa, lo spazio è una dimensione pericolosa oltre che affascinante.

Ricordando per un attimo la distruzione creativa di Schumpeter, è opportuno tenere presente che alcune di queste innovazioni saranno sì eccitanti per i vincitori, ma anche fatali per le aziende che verranno soppiantate. Conoscere aiuta a trovare le opportunità e anche ad evitare i rischi.

Quello che oggi sfugge a molti è che, al di là degli improbabili turisti spaziali o delle futuribili colonie su Marte, lo spazio presenta enormi opportunità per risolvere problemi concreti a miliardi di persone.

Il mercato azionario, però, oggi è concentrato solo sulle aspettative di inflazione o di recessione e sta cominciando a trascurare le concrete opportunità che questo e altri settori possono offrire nei prossimi anni e che la nostra Banca mette a disposizione nelle soluzioni tematiche di investimento.

Insomma, come diceva proprio Schumpeter: “ Fare le cose vecchie in modo nuovo – questa è innovazione”.

Disclaimer: le aziende nominate nel testo sono citate per fini esclusivamente divulgativi che non costituiscono in alcun modo un consiglio di investimento.

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